San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia

Patrono d’Italia

Nasce ad Assisi intorno al 1181 da Pietro di Bernardone, mercante di stoffe, e da Giovanna. Ancora giovane inizia a lavorare nella bottega paterna. Intelligente e sensibile, ama la vita gaudente, ma ad un certo punto, per intervento della grazia di Dio, la sua vita cambia direzione. Rinuncia a tutti i beni paterni e si dedica alla penitenza, alla preghiera e alla riscoperta del Vangelo, annunciato attraverso la vita e la predicazione. Abbandonato l’ideale della cavalleria che lo aveva conquistato come modo di combattere, non solo a favore del proprio comune, ma per una giustizia più universale, Francesco si ritira in solitudine. Comincia a restaurare la chiesa di S. Damiano, fuori città; aiuta i lebbrosi, rinuncia al potere, al denaro. E’ convinto che il frate deve predicare, vivere del proprio lavoro e di elemosina: vivere quindi in povertà. Nel 1209 si mette a predicare semplicemente al popolo e attorno a lui si radunano presto dei compagni, quindi dal 1210 al 1224 l’attività predicatoria diventa particolarmente intensa. Stabilita la prima sede dei frati a Rivotorto e poi alla Porziuncola, attorno alla piccola chiesa nella piana di Assisi, Francesco mostra uno zelo straordinario per la missione. Con il suo ordine mendicante diviene il grande riformatore del monachesimo. Fratello innanzitutto di Cristo, di cui egli chiede l’amore e condivide il dolore, e fratello di tutti perchè a tutti vuole portare, in semplicità, il messaggio di Cristo. Muore sulla nuda terra la sera del 3 ottobre 1226. Nel 1939 Pio XII lo proclama patrono d’Italia.

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